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Rinnovabili e ristrutturazioni 2026: nuovi obblighi dal 3 agosto

Rinnovabili e ristrutturazioni: dal 3 agosto 2026 cambiano gli obblighi. Ma può essere un’opportunità
Dal 3 agosto 2026 sono cambiate le regole sull’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici.
La novità più importante è semplice: gli obblighi non riguardano più soltanto le nuove costruzioni, ma entrano in gioco anche in alcune ristrutturazioni di edifici esistenti e negli interventi di ristrutturazione dell’impianto termico.
Il riferimento è il D.Lgs. 5/2026, che modifica il precedente D.Lgs. 199/2021 e amplia il campo di applicazione degli obblighi sulle rinnovabili. (BUILD UP)
Ma fermarsi alla parola “obbligo” significa leggere solo metà del cambiamento.
Per chi sta già intervenendo su un edificio, questa può diventare l’occasione per ripensare il sistema energetico nel suo insieme: produrre più energia, acquistarne meno dalla rete, ridurre i costi e costruire un edificio più efficiente nel tempo.
La norma stabilisce una percentuale.
Il progetto determina il valore che puoi ottenere da quell’intervento.
Cosa cambia dal 3 agosto 2026
Le nuove disposizioni si applicano alle richieste di titolo edilizio presentate dopo i 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, quindi dal 3 agosto 2026. (BUILD UP)
Gli obblighi riguardano:
- edifici di nuova costruzione;
- ristrutturazioni importanti di primo livello;
- ristrutturazioni importanti di secondo livello;
- edifici esistenti interessati da una ristrutturazione dell’impianto termico. (Gazzetta Ufficiale)
In altre parole, se stai costruendo da zero non cambia il principio di fondo.
La vera novità riguarda soprattutto alcuni interventi sugli edifici esistenti, che oggi possono essere chiamati a integrare una quota minima di energia da fonti rinnovabili.
60%, 40% e 15%: cosa significano?
Le percentuali dipendono dal tipo di intervento.
Nuove costruzioni: 60%
Negli edifici nuovi, le fonti rinnovabili devono coprire almeno:
- il 60% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria;
- il 60% della somma dei consumi per acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento. (Gazzetta Ufficiale)
Ristrutturazioni importanti di primo livello: 40%
Per le ristrutturazioni importanti di primo livello la quota scende al 40%. (Gazzetta Ufficiale)
Tradotto in termini più semplici, parliamo di interventi molto rilevanti sull’edificio, che interessano una parte significativa dell’involucro e coinvolgono anche l’impianto termico.
Non quindi una semplice manutenzione, ma una trasformazione importante dell’edificio.
Ristrutturazioni importanti di secondo livello: 15%
Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello, la quota prevista è del 15% dei consumi per riscaldamento e raffrescamento. (Gazzetta Ufficiale)
Qui l’intervento sull’involucro è meno esteso rispetto a una ristrutturazione di primo livello, ma può comunque essere abbastanza rilevante da far entrare in gioco i nuovi requisiti.
Ristrutturazione dell’impianto termico: 15%
La stessa quota del 15% si applica alle ristrutturazioni dell’impianto termico degli edifici esistenti. (Gazzetta Ufficiale)
Attenzione però a una semplificazione frequente:
“Sostituisco la caldaia, quindi automaticamente devo rispettare il 15%.”
Non necessariamente.
La classificazione dell’intervento dipende da ciò che viene effettivamente realizzato e va verificata tecnicamente caso per caso.
Quindi devo mettere per forza il fotovoltaico?
No.
Questo è probabilmente il punto più importante da chiarire.
La norma non dice semplicemente:
“Installa X pannelli.”
Stabilisce che una quota dei consumi energetici dell’edificio debba essere coperta attraverso fonti rinnovabili. (BUILD UP)
Il fotovoltaico può essere una parte della soluzione, ma il sistema energetico può comprendere anche:
- pompe di calore;
- sistemi di accumulo;
- gestione intelligente dei consumi;
- interventi sull’involucro;
- sistemi di regolazione;
- altre tecnologie alimentate da fonti rinnovabili.
Ed è proprio qui che cambia il modo di affrontare il progetto.
Non si tratta di aggiungere una tecnologia per rispettare una percentuale.
Si tratta di capire quali tecnologie ha senso integrare in quello specifico edificio.
L’obbligo può diventare un’opportunità
Immaginiamo di dover comunque intervenire sull’edificio.
La norma richiede una certa quota di energia da fonti rinnovabili.
Possiamo limitarci a raggiungere quella percentuale.
Oppure possiamo utilizzare lo stesso intervento per fare un passo in più.
Ripensare il sistema energetico può permettere di:
- ridurre gli acquisti di energia dalla rete;
- aumentare l’autoconsumo dell’energia prodotta;
- ridurre i costi energetici nel tempo;
- integrare fotovoltaico, accumulo e impianti in modo più efficace;
- migliorare efficienza e comfort;
- aumentare il valore dell’immobile;
- preparare l’edificio alle esigenze dei prossimi anni.
La differenza sta soprattutto nella progettazione.
Perché due edifici soggetti allo stesso obbligo possono avere consumi, superfici disponibili, esposizione, impianti e modalità di utilizzo completamente diversi.
La percentuale è uguale.
La soluzione non può esserlo.
Per un privato: meno dipendenza dalla rete, più controllo sui consumi
Per chi sta ristrutturando casa, il nuovo obbligo può essere letto come l’occasione per ragionare sul funzionamento energetico dell’abitazione nel suo insieme.
Non soltanto:
“Quale impianto devo installare?”
Ma:
“Come voglio che funzioni la mia casa nei prossimi 10 o 20 anni?”
Un sistema ben studiato può, per esempio, far lavorare insieme fotovoltaico, pompa di calore e accumulo.
L’energia prodotta sul tetto può essere utilizzata direttamente per alimentare parte dei consumi dell’abitazione, riducendo quella acquistata dalla rete.
E l’obiettivo diventa progressivamente più ampio della semplice conformità normativa:
più autonomia, più efficienza e maggiore controllo sui costi.
Non significa necessariamente arrivare all’indipendenza completa dalla rete.
Significa però ridurne il peso e utilizzare in modo più intelligente l’energia che l’edificio è in grado di produrre.
Per un’azienda: l’energia può diventare una risorsa
Per un’impresa il ragionamento può essere ancora più strategico.
L’energia viene spesso considerata semplicemente come una voce di costo.
Si consuma, arriva la bolletta, si paga.
Ma un intervento sull’edificio può diventare l’occasione per trasformare progressivamente l’energia in un asset aziendale.
Produrre internamente una parte dell’energia utilizzata significa poter:
- ridurre l’esposizione al prezzo dell’energia acquistata;
- aumentare il controllo sui costi operativi;
- utilizzare il fotovoltaico in relazione ai reali profili di consumo;
- valutare l’accumulo in modo strategico;
- integrare produzione e carichi aziendali;
- migliorare efficienza e sostenibilità;
- costruire un investimento che genera valore nel tempo.
È lo stesso principio che applichiamo al fotovoltaico aziendale: non partire dal prodotto, ma dai consumi, dai dati e dagli obiettivi dell’impresa. (Lumen Watt)
Perché installare più tecnologia non significa automaticamente ottenere un risultato migliore.
Prima dell’impianto viene lo studio
Quando un edificio deve integrare fonti rinnovabili, partire direttamente dalla tecnologia è quasi sempre prematuro.
Prima bisogna capire:
Quanto consuma l’edificio?
Quando consuma?
Quali impianti sono già presenti?
Quanto può produrre?
Quanta energia prodotta può essere realmente utilizzata?
Qual è l’obiettivo: ridurre i costi, aumentare l’autonomia, migliorare il comfort, aumentare il valore dell’immobile?
Solo dopo queste domande ha senso decidere dimensioni e tecnologie.
Fotovoltaico, accumulo, pompa di calore e gestione dei consumi non sono prodotti indipendenti.
Sono componenti di un sistema.
E il risultato dipende da quanto bene vengono fatti lavorare insieme.
E se rispettare l’obbligo non è possibile?
La normativa contempla anche situazioni di non fattibilità tecnica o economica.
Non è però sufficiente affermare semplicemente che l’intervento non è realizzabile: la condizione deve essere valutata e documentata dal progettista secondo quanto previsto dalla normativa. (BUILD UP)
Anche questo elemento conferma una cosa:
non esiste una soluzione standard applicabile indistintamente a qualsiasi edificio.
Serve una valutazione tecnica reale.
Il Metodo LumenWatt: dall’obbligo al sistema
In LumenWatt partiamo dallo stesso principio che applichiamo a ogni progetto energetico:
prima comprendiamo l’edificio e gli obiettivi. Poi scegliamo le tecnologie.
1. ANALIZZIAMO
Studiamo caratteristiche dell’edificio, consumi, impianti esistenti, modalità di utilizzo e obiettivi.
2. PROGETTIAMO
Definiamo il sistema più coerente con i fabbisogni reali e con i requisiti normativi.
3. REALIZZIAMO
Coordiniamo tecnologie e interventi perché il progetto definito diventi un sistema realmente funzionante.
4. OTTIMIZZIAMO
Verifichiamo come produzione, consumi, accumulo e impianti possono lavorare insieme in modo più efficiente.
5. MONITORIAMO
Seguiamo il sistema nel tempo, perché il valore di un investimento energetico non si misura il giorno dell’installazione, ma negli anni in cui continuerà a lavorare.
Non progettiamo semplicemente un impianto conforme.
Progettiamo una soluzione coerente con le persone, l’edificio e gli obiettivi.
In sintesi: cosa devi sapere
Dal 3 agosto 2026 gli obblighi sulle fonti rinnovabili si estendono anche ad alcune ristrutturazioni e agli interventi di ristrutturazione dell’impianto termico. (BUILD UP)
Le soglie principali sono:
60% — nuove costruzioni
40% — ristrutturazioni importanti di primo livello
15% — ristrutturazioni importanti di secondo livello e ristrutturazione dell’impianto termico. (Gazzetta Ufficiale)
Ma la percentuale racconta soltanto ciò che la norma richiede.
Il vero risultato dipende da cosa costruisci intorno a quel requisito.
Un obbligo può essere semplicemente rispettato.
Oppure può diventare l’occasione per costruire un edificio più efficiente, meno dipendente dalla rete e capace di generare valore nel tempo.
Stai costruendo o ristrutturando?
Verifichiamo insieme quali requisiti riguardano il tuo intervento e come integrarli all’interno di un sistema energetico progettato sulle tue esigenze reali.
Non partiamo dalla tecnologia.
Partiamo dal risultato che vuoi ottenere.
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